Anche il gatto può infestarsi con Dirofilaria immitis, e anzi in alcune aree della Pianura Padana la percentuale di gatti infestati è notevole. Al contrario del cane, il gatto non è un ospite tipico della filaria: quando riescono a raggiungere il cuore e diventare adulte le filarie in genere rimangono più piccole del normale e vivono meno (2-3 anni, a differenza del cane in cui possono vivere 5-7 anni). Alcuni gatti riescono perfino a liberarsi spontaneamente dell’infestazione, e diventano immuni alla filaria.
Nel gatto, però, la filariosi rappresenta un pericolo ancora più grave che nel cane, perché il suo cuore è molto più piccolo e bastano pochi vermi per causare gravi problemi, fino alla morte.
Inoltre, nei gatti infetti di solito ci si accorge dell’infestazione quando è troppo tardi, quando i vermi, arrivati al cuore, hanno già causato danni gravi. Inoltre i parassiti non hanno bisogno di svilupparsi completamente e raggiungere lo stadio adulto per causare danni: lo possono fare anche allo stadio di larve, causando un’infiammazione acuta e letale del tessuto polmonare.
Mentre nel cane i sintomi della filariosi sono riferibili all’insufficienza cardiaca, nel gatto riguardano principalmente i polmoni e si manifestano con difficoltà respiratoria e tosse (tanto che talvolta vengono scambiati per attacchi d’asma), scarso appetito, stanchezza cronica; un altro sintomo possibile, di cui ancora non si è capito il meccanismo, è il vomito cronico intermittente. Sono anche possibili casi di morte improvvisa, senza sintomi premonitori, o forme iperacute con collasso e grave difficoltà respiratoria, che possono portare rapidamente alla morte.
Come si diagnostica?
Diagnosticare la filariasi nel gatto è più complicato che nel cane. In primo luogo i sintomi sono vaghi ed è difficile sospettarla e, quindi, cercarla. Per la diagnosi ci si avvale principalmente di un test specifico condotto sul sangue, simile a quanto si fa nel cane. Gli esami radiografici ed ecografici aiutano a stabilire la gravità della condizione.
È possibile la terapia?
La terapia nel gatto comporta una percentuale di rischio molto più elevata che nel cane, inoltre il farmaco usato nel cane può più facilmente avere effetti tossici per il gatto. Per questi motivi, se non sono presenti sintomi, spesso si preferisce non intervenire e aspettare la morte spontanea dei parassiti, che nel gatto vivono al massimo 2-3 anni. Per tutto questo periodo si eseguono periodicamente dei controlli sullo stato di salute con radiografie del torace ogni 6-12 mesi circa. Se si osservano segni di lesioni polmonari si interviene somministrando piccole dosi di farmaci antinfiammatori. Nel frattempo si attua la prevenzione, in modo che il gatto non acquisisca nuovi parassiti.
Come si fa la prevenzione nel gatto?
Nelle zone in cui la filaria è diffusa è consigliabile sottoporre anche i gatti alla prevenzione, proprio perché in questa specie la malattia è molto più grave e difficile da curare. Anche nel gatto la prevenzione va effettuata da maggio a novembre, una volta al mese. I principi attivi sono gli stessi utilizzati nel cane, ma nel gatto i dosaggi sono diversi e occorre usare prodotti specifici, seguendo le indicazioni del veterinario.
I prodotti che si possono impiegare sono:
· fialette da applicare sulla pelle; sono comode per quei gatti in cui è difficile somministrare farmaci per bocca e agiscono anche contro le pulci, i pidocchi e i vermi intestinali.
· tavolette appetibili; di solito sono gradite dal gatto che le consuma spontaneamente, o possono essere mescolate al cibo. Hanno efficacia anche contro i parassiti intestinali.
Vanno sottoposti a profilassi anche i gatti che vivono chiusi in casa: basta una sola puntura di zanzara perché si ammalino.
Nessun commento:
Posta un commento