cani gatti e dintorni
Per aiutarvi ad aiutare i vostri animali
venerdì 21 agosto 2020
venerdì 13 marzo 2015
venerdì 13 febbraio 2015
L’ANESTESIA
Questa parola indica lo stato di insensibilità al dolore e allo stress emotivo che a questo si
associa. L’anestesia infatti sopprime il dolore provocato dall’intervento,
mette il paziente nelle condizioni di sopportare lo stress fisico ed emozionale
e permette al chirurgo di lavorare in condizioni ottimali. E’ caratterizzata
dalla abolizione della coscienza, della percezione del dolore e dal completo
rilasciamento muscolare. Si ottiene con farmaci somministrati per via
inalatoria o endovenosa. L’anestesia generale si sviluppa in tre fasi:
induzione, mantenimento dell’anestesia (il raggiungimento cioè di un piano di
anestesia adeguato al tipo di intervento) e risveglio. I farmaci utilizzati per
l’anestesia generale deprimono l’attività respiratoria spontanea, si rende
pertanto necessario il posizionamento di un dispositivo (tubo endotracheale,
ecc.) nelle vie aeree del paziente, per garantire il passaggio dell’aria nelle
vie respiratorie. Durante l’intervento vengono
monitorate le più importanti funzioni vitali, frequenza e ritmo cardiaco,
pressione arteriosa, ossigenazione, parametri respiratori, temperatura,
diuresi. Il paziente sottoposto ad un’anestesia generale, avvertirà dapprima un
senso di stordimento e di intorpidimento generale. La perdita della coscienza
avviene pressappoco nello stesso tempo che si impiega a spegnere la luce. Mentre
il paziente dorme, l’Anestesista: sorveglierà le funzioni vitali; manterrà un piano adeguato di anestesia
durante tutto l’intervento, in modo da abolire completamente il dolore; manterrà in equilibrio le funzioni
dell’ organismo; faciliterà il compito del chirurgo. Alla fine dell’intervento,
il paziente riprenderà gradualmente lo
stato di coscienza e l’autonomia respiratoria. Dopo l’ intervento verrà eseguito un periodo di osservazione. In questa fase verrà somministrato, se
necessario, dell’ossigeno mediante mascherina
e verrà valutata l’ efficacia
della terapia in atto contro il dolore. Prima di essere trasferito nella
stanza degenti, l’Anestesista si accerterà che il paziente sia completamente
sveglio e controllerà la frequenza cardiaca, la pressione arteriosa, la
respirazione e l’efficacia della terapia antalgica. Superata questa prima fase,
il paziente verrà controllato costantemente fino alle dimissioni serali.
Ma ecco in pratica quello che noi facciamo presso il nostro ambulatorio prima e dopo di
mettere un animale in anestesia.
- Visita anestesiologica con proposta di esami del sangue preoperatori
- il giorno dell'intervento chirurgico, dopo l’arrivo del paziente a digiuno, visita generale, con monitoraggio di frequenza respiratoria, cardiaca, pressione e temperatura (parametri che ci guideranno nei cambiamenti che avvengono nell’organismo durante le fasi dell’anestesia).
- Inserimento di un ago-cannula per permettere la somministrazione di farmaci in vena e un adeguata fluidoterapia durante la chirurgia.
- Somministrazione di un farmaco pre-anestetico per rilassare l’animale permettendo le successive manovre senza stress, e per ridurre la dose dei successivi farmaci anestetici.
- Dopo il completo rilassamento, somministrazione del farmaco anestetico
- Inserimento del tubo endotracheale con somministrazione di ossigeno
- Applicazione degli strumenti di monitoraggio
- Iniezione del farmaco antidolorifico
- Continuo monitoraggio e , dopo la stabilizzazione, inizio della chirurgia
martedì 10 febbraio 2015
ANDARE DAL VETERINARIO CON IL GATTO E RIDURGLI AL MINIMO LO STRESS
Per molti gatti (e padroni!) la visita dal veterinario
risulta spesso un'esperienza decisamente stressante di cui, per altro, portano
memoria a lungo.
Tigre e la sua prima volta in ambulatorio
Esistono vere e proprie linee guida a riguardo delle visite
veterinarie feline (International Cat Care) da cui prendiamo spunto per dare
qualche dritta utile e alla portata di qualsiasi possessore di gatto.
Dato che una corretta
gestione del proprio animale presuppone, quantomeno, uno o due controlli
sanitari annui è importante che i proprietari conoscano l'importanza del loro
ruolo prima, durante e dopo la visita dal veterinario.
Un primo aiuto deriva dalla consapevolezza che il gatto è
per natura estremamente sensibile agli odori: sfruttando questa caratteristica
si suggerisce di riempire il trasportino, prima di metterci l'animale, con una
coperta o quant'altro il gatto usa normalmente in casa per i suoi riposini. Per
quelli che tendono a “sporcare” per la paura, va bene anche mettere un po' di
sabbietta da lettiera o una traversina assorbente.
Ricordate che il trasportino non dovrebbe essere un oggetto
che compare soltanto quando bisogna andare dal veterinario: meglio lasciarlo
sempre a vista in casa, magari aperto con dentro qualcosa di familiare, anche
un giochino. Bisognerebbe procurarsene uno solido, con poca visuale
sull’esterno e dalla chiusura sicura; i più pratici sono quelli con apertura
sul tetto, perché consente di porvi il gatto con maggior delicatezza. La
grandezza è altresì importante: l'animale non deve rischiare di “rotolarci”
dentro durante il trasporto, quindi non eccedere con le dimensioni!.
Una mezz’ora prima della partenza per andare dal dottore
spruzzare all’interno del trasportino dei ferormoni (feliwhay) che hanno un
effetto calmante sul gatto.
Quando è ora di “infilare” il gatto nel trasportino, se lo
si vede “terrorizzato” dalla questione, levarglielo da sotto gli occhi. Poi,
con calma e tono rassicurante, avvolgerlo in un asciugamano (ricordate la
questione degli odori familiari?) e velocemente ma con delicatezza metterlo
all'interno del trasportino.
Il viaggio in macchina è un momento altamente stressante e
la prima regola dovrebbe essere: mai lasciare il gatto libero in automobile!.
Il trasportino va fissato bene , così da impedirne eccessivi movimenti; lo si
può inoltre coprire con un asciugamano preso in casa per limitare la
stimolazione visiva e per trasmettergli odori familiari. Bisogna cercare di non
essere troppo “rumorosi”, può essere d'aiuto provare a parlargli con tono
rassicurante e mettere musica classica a basso volume. Tenere una guida
tranquilla. All'arrivo in ambulatorio sfruttare il tavolino presente in sala
d'aspetto così da tenerlo lontano da
eventuali altri pazienti.
Una volta entrati in sala visita è sempre bene lasciar
tranquillo il gatto per qualche minuto così da aiutarlo a “digerire” tante
novità tutte insieme: buona consuetudine sarebbe iniziare a parlare col
veterinario valutando cosa c'è da fare, ignorando temporaneamente l'animale. Nel
frattempo lasciamo il trasportino aperto così il micio può guardarsi intorno e
decidere di uscire da solo. Nel caso in cui appaia particolarmente titubante o
timoroso, meglio sollevarlo con delicatezza dall'alto, magari avvolto nella sua
coperta, evitando di prenderlo dalla collottola. A seconda di cosa bisogna fare
e della confidenza che il proprietario ha col proprio animale, si può aiutare
il veterinario a tenerlo sul tavolo, sempre accompagnandolo con toni e gesti
delicati e rassicuranti. Una volta finita la visita è bene consentirgli di
rientrare nel trasportino, se invece il micio vuole esplorare l’ambiente, presso la nostra struttura è libero di farlo.
Gigi libero in ambulatorio dopo il vaccino
domenica 9 novembre 2014
CAT- FRIENDLY :
OVVERO IL TUO AMBULATORIO A MISURA DI
GATTO!
Il gatto non è semplicemente un piccolo cane, e il proprietario
di un gatto lo sa bene, per questo nel
nostro ambulatorio vengono messi in pratica tanti piccoli accorgimenti cat-friendly per mettere anche il
paziente felino a proprio agio! Tutto il nostro personale è stato formato per comprendere appieno le
esigenze del gatto sia dal punto di vista medico che comportamentale, e vi darà
utili consigli sia su come
comportarsi quando porterete il gatto alla visita successiva, sia su come
“attrezzare” la vostra casa per rendere l'ambiente domestico a misura di gatto!
Il gatto difficilmente dimentica i traumi, perciò riteniamo necessario
adottare varie soluzioni per rendere
meno stressante possibile la visita dal veterinario : dal modo di approcciarsi
al gatto, alla possibilità di farlo girare libero nella stanza da visita. In ambulatorio cerchiamo attraverso anche stimoli olfattivi e ludici di poter far esprimere al
gatto la propria personalità in modo che “andare dal
veterinario” non sia una fonte di stress
e disagio da parte dell’animale. Andare dal veterinario deve essere un'esperienza piacevole per il micio e per i suoi proprietari. Cerchiamo inoltre di riservare qualche ora
alla settimana solo ai pazienti felini, cosicchè in sala d'attesa non possano
venire disturbati da qualche cagnone esuberante!
domenica 23 febbraio 2014
giovedì 20 febbraio 2014
IN VACANZA SERENI
Ci siamo rese conto durante la nostra attività ambulatoriale quanti
disagi e inconvenienti proprietari di cani e gatti eviterebbero nel periodo
estivo se fossero correttamente informati su quello che bisogna fare per una
serena vacanza.
IN VIAGGIO CON IL PROPRIO ANIMALE
Alcuni brevi suggerimenti per i proprietari di animali che si accingono
a trascorrere le meritate ferie in compagnia dei loro amici a quattro zampe.
Che fare se si viaggia all’estero?
Per gli spostamenti di cani,
gatti e furetti tra gli Stati membri della Comunità Europea e non, il Regolamento(CE) 998/2003 prevede la
necessità della identificazione degli animali attraverso il microchip e il
possesso di uno specifico passaporto individuale.
È altresì utile prendere
informazioni sulle norme sanitarie richieste (vaccinazioni, certificati ed
eventuale quarantena) relative al Paese che si vuole visitare. Tali obblighi
variano, infatti, da stato a stato.
Che cos’è il passaporto?
Si tratta di un documento di
identificazione dell'animale da compagnia rilasciato dai servizi veterinari
dell'azienda sanitaria locale, su richiesta del proprietario.
Il passaporto, di forma cartacea,
dovrà contenere i dati anagrafici, il numero del microchip (oppure del
tatuaggio) e l'elenco di tutte le vaccinazioni effettuate dall'animale, le
visite mediche e i trattamenti contro le zecche e l'echinococco. Questo documento
andrà a sostituire tutte le altre certificazioni per gli spostamenti
all'interno dei Paesi della UE.
Devo sottoporre il mio animale alla vaccinazione antirabbica?
Per l’espatrio è obbligatorio
sottoporre l’animale alla vaccinazione antirabbica almeno un mese prima della
partenza.
Particolari disposizioni sono
previste per l'ingresso degli animali in Irlanda, Svezia, Gran Bretagna e
Malta. In questi casi, infatti, oltre all’ esecuzione della vaccinazione
antirabbica, è obbligatorio effettuare una titolazione degli anticorpi
neutralizzanti nei confronti del virus della rabbia che deve dare risultato
positivo (effettuata 30 giorni dopo la vaccinazione e almeno 6 mesi prima della
movimentazione verso il Regno Unito e Irlanda e 120 giorni dopo la vaccinazione
per l'introduzione in Svezia).
Questo esame prevede un prelievo
del sangue da effettuarsi presso una struttura veterinaria che si interesserà
poi alla spedizione del campione presso un laboratorio riconosciuto dalla
Commissione Europea.
N.B. I cani e gatti che si
muovono nell’ambito del territorio nazionale non necessitano di vaccinazione
antirabbica, tuttavia le compagnie navali o aeree potrebbero farne richiesta.
Come posso proteggere il mio animale dalle malattie diffuse nei luoghi
di villeggiatura?
Indipendentemente dalla meta
(Italia o estero), laddove le vaccinazioni non siano esplicitamente
obbligatorie, è comunque importante proteggere il cane o il gatto dalla
potenziale aggressione di agenti patogeni nuovi presenti in zone geografiche
diverse. Si può procedere ad una vaccinazione, alla somministrazione di farmaci
che impediscono l’attecchimento dell’infezione e all’osservazione di rigorose
norme igieniche.
In Sardegna è molto diffuso l’echinococco,
un particolare tipo di tenia. Si può proteggere il cane somministrando soltanto
carni cotte e, al ritorno dal soggiorno, è meglio effettuare una visita di
controllo e l’esame delle feci.
In tutto il bacino del Mediterraneo (per l’Italia – zone come
Sardegna, Argentario, Isola d’Elba, Sicilia, tutte le regioni del sud nonché
Lago di Garda e Liguria) il pericolo è rappresentato dal pappatacio, un insetto
che può trasmettere la leishmaniosi,
malattia molto grave che spesso esita con la morte dell’animale colpito. In
tali zone, è preferibile non far dormire il cane all’aperto durante la notte ed
utilizzare presidi antiparassitari specifici che il vostro veterinario potrà
prescrivervi.
Il cane che frequenta regioni a
rischio deve sottoporsi ad un test diagnostico 6 mesi dopo il rientro a casa
per controllare se è avvenuto il contagio. Questo test si può effettuare presso
una struttura veterinaria tramite un prelievo di sangue. Diagnosticare la
malattia nel più breve tempo possibile è infatti il metodo migliore per
garantire il massimo successo terapeutico ed offrire una qualità di vita
ottimale al nostro animale.
Nel nord Italia o comunque in territori umidi e pianeggianti come
la Pianura Padana, bisogna proteggere il cane e il gatto dalla filariosi cardiopolmonare, una malattia
diffusa e pericolosa, trasmessa dalle zanzare, che si può prevenire
somministrando al cane specifiche compresse o praticando un’iniezione presso un
ambulatorio veterinario. Anche per
questa malattia si può verificare il contagio attraverso un test di facile
esecuzione presso una struttura veterinaria, e se diagnosticata precocemente
può essere curata.
Cosa posso fare se il mio animale soffre il mal d’auto?
Il mal d’auto o cinetosi è un
problema comune più di quanto si possa pensare; può colpire cani di tutte le
età, anche se i cuccioli e i giovani sono più predisposti.
I segni tipici della cinetosi
sono agitazione, affanno, salivazione eccessiva, eruttazione ed infine vomito.
Il disagio può manifestarsi ancor prima di entrare in macchina a causa del ricordo
di esperienze precedenti.
Questa condizione toglie piacere
al viaggio e può trasformarlo in una esperienza stressante anche per il
proprietario.
Il mal d’auto può essere risolto
mettendo in atto alcuni accorgimenti per ridurre i disagi del tuo cane e
somministrandogli prima del viaggio nuovi farmaci efficaci, sicuri e privi di
effetti indesiderati come apatia e sonnolenza. Chiedete ulteriori informazioni
al vostro medico veterinario.
…e se decido di lasciare il mio animale in pensione?
Innanzitutto è importante
scegliere una struttura “seria”, informarsi riguardo esperienze di persone
fidate o eventualmente chiedere suggerimento al proprio medico veterinario di
fiducia.
Ogni animale ospitato deve
eseguire un esame delle feci
(qualsiasi pensione “seria” ve lo richiederà) per evitare di ritrovare
l’animale al ritorno dalle ferie deperito e defedato a causa di massive
infestazioni parassitarie.
Altresì importante è controllare
che le vaccinazioni non siano
scadute e, soprattutto per i gatti, che siano vaccinati per la leucemia felina e i cani per la tosse dei canili, temibile malattia
che possono contrarre tra di loro.
Fondamentale è infine ricordarsi
di utilizzare i presidi antiparassitari
contro pulci e zecche ed istruire il responsabile della struttura circa i tempi
e i modi nei quali deve essere somministrato il farmaco per la profilassi della
filariosi cardio-polmonare, nei casi in cui questa venga effettuata mensilmente
mediante l’utilizzo di compresse.
Dott.ssa Enrica Rigolon
Ambulatorio Veterinario
Via Cavour 27
36040 Brendola (VI)
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